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I ristori concessi dal governo, in seguito ai cambiamenti introdotti nella tassazione immobiliare, per alcuni Comuni non corrispondono all'effettivo gettito del 2015. Perciò da molti enti arriva un appello allo stesso governo a compensare le risorse mancanti, attraverso una nuova distribuzione di fondi. E' il caso del Comune di Rimini. La dirigente Ivana Manduchi, responsabile U.O. Tributi sugli immobili e federalismo municipale, illustra le differenze tra i ristori e le risorse incassate un anno fa. “Abbiamo rilevato circa un milione di euro in meno, rispetto a quanto ci spettava”, spiega la Manduchi.

Il mancato rimborso riguarda la Tasi sull'abitazione principale?

“Abbiamo riscontrato le differenze più cospicue per i comodati e per i canoni concordati. Per la Tasi, invece, il ristoro è di poco inferiore al gettito”.

Quali sono le cifre?

“Per i comodati ed i canoni concordati, ci è stato concesso un rimborso che corrisponde a una cifra compresa tra i 700mila e gli 800mila euro in meno. Per la Tasi, il ristoro è inferiore di soli 50mila euro perché, invece degli 11milioni850mila euro che avevamo previsto, ci sono stati ristorati 11milioni800mila. Una differenza piuttosto lieve. Ma, aggiungendola a quella su comodati e canoni concordati- e ad un'altra piccola cifra per i terreni agricoli- si determina un totale di circa 1 milione di euro in meno. Ci dovrebbe essere un'integrazione da parte del governo per compensare i comuni che hanno avuto un ristoro minore. Era stata annunciata per questo mese e, come noi, la aspettano tanti altri Comuni. Intanto, a Rimini, ci stiamo preparando per presentare al Ministero delle relazioni con l'obiettivo di dimostrare che quello che ci viene attribuito corrisponde ad un minore gettito, rispetto a quanto avevamo previsto”.

Ci sono molte abitazioni concesse in comodato a Rimini?

“Sono molto frequenti i comodati, così come i canoni concordati. Tenga conto che il 45% del nostro patrimonio immobiliare corrisponde alle seconde abitazioni. Con le nuove norme, ci potrebbero essere problemi applicativi proprio perché si tratta, appunto, di una novità. Ci saranno tanti casi particolari da affrontare. Però giudico positivamente le agevolazioni introdotte perché possono servire a regolarizzare tante situazioni che nascondono, a volte, il sommerso. I proprietari, in virtù delle novità, dovrebbero essere invogliati a non ricorrere ai fitti al nero o a non tenere le case sfitte”.   

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