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Per i Comuni è tempo di bilanci. Entro la fine del mese di aprile dovranno essere presentati il preventivo 2016 e il Rendiconto 2015. Due scadenze fondamentali per gli enti pubblici. Ma contemporaneamente gli stessi Comuni sono impegnati nell'analisi dei dati relativi al Fondo di solidarietà comunale, comprendente la quota per i rimborsi per il mancato gettito su Tasi e Imu, in seguito ai cambiamenti introdotti dalla legge di Stabilità 2016. I ristori sono al centro della chiacchierata con Ivana Rasi, dirigente Ragioneria e Tributi del Comune di Grottaferrata, nei pressi di Roma.

Su entrambi gli argomenti la dirigente ha le idee chiarissime. Anche i complicati calcoli sull'entità dei rimborsi, divulgata recentemente dal portale del Ministero dell'Interno, la trovano già preparata, mentre in altri enti si stenta a trovare la quadra, considerata l'ingente mole di numeri che riguardano l'intero Fondo di solidarietà.

Dottoressa Rasi, qualche mese fa alcuni addetti ai lavori paventavano il rischio di un ristoro sulla Tasi non aderente al gettito reale. E' stato così?

“Non ci sono stati tagli sulle risorse per il 2016. Il ristoro per l'abolizione della Tasi sull'abitazione principale è avvenuto effettivamente in base a quanto è stato incassato dal Comune nel 2015”.

Quali sono le cifre?

“Si tratta di 3 milioni57mila euro. E'un dato allineato con quello che avevamo calcolato nello scorso febbraio, quando avevamo incassato esattamente 3milioni43mila euro dalla Tasi 2015. Addirittura 14mila euro in più per il rimborso. La differenza si spiega con il fatto che nel frattempo ci sono stati altri versamenti. Grazie agli F24 sono stati conteggiati subito. Perciò il ristoro corrisponde all'incasso effettivo del Comune”.

Per la Tasi sull'abitazione principale, dunque, ci siamo. Tra i ristori ci sono tante altre voci, dai comodati ai canoni concordati. In questi casi come è andata?

“Di comodati ne abbiamo pochissimi, così come per i canoni concordati. Perciò si tratta di cifre poco significative. I problemi potrebbero esserci per quei Comuni che hanno molti “imbullonati”. In questi casi, bisognrà aspettare di conoscere i DOCFA presentati in catasto. Altrimenti non si potrà conoscere l'entità del rimborso. Un discorso a parte andrebbe fatto per la parte di fondo perequata sulla base della capacità fiscale dei fabbisogni standard. Bisogna entrare nel merito di come avviene la perequazione. L'anno scorso ci sono stati Comuni intorno ai 5mila abitanti che erano stati colpiti dai vecchi criteri che però sono cambiati. I fabbisogni standard saranno la base per determinare la perequazione. Sono metodi che devono essere affinati perchè si basano su statistiche. Però questo è il futuro”.

Entro il 30 aprile i Comuni dovranno approvare le delibere con i regolamenti sui tributi 2016. Si tratta di un termine troppo perentorio a suo avviso?

“E' una scadenza che deve essere rispettata. In alcuni casi, è utile un termine perentorio perché altrimenti perdiamo la certezza del nostro operare. In Italia ci troviamo alle prese con uno Stato che ci fa rincorrere i provvedimenti normativi e ci fa operare sempre in attesa del nuovo provvedimento. Prima o poi si riuscirà a programmare per tempo. Quando avremo messo i paletti su quali sono le entrate di cui dispone un Comune, allora potremo chiudere i bilanci in tempo. Veniamo da un ventennio in cui i bilanci non venivano mai approvati entro il 31 dicembre. Attendiamo ancora la riforma del federalismo fiscale. Il decreto legislativo 23/2011 è stato ritoccato ogni anno.Manca la certezza delle risorse e non è una cosa di poco conto. Ma per il 30 aprile ci sono due scadenze importantissime. Un problema per i Comuni”

Due bilanci con una sola scadenza?

“Esatto. Per la fine del mese è prevista l'approvazione del consuntivo e del bilancio di previsione.Impossibile concentrare entrambi gli atti nello stesso giorno. La rendicontazione, da una parte, e la programmazione del prossimo esercizio finanziario, dall'altra, investono tutto l'ente, che non ha fatto altro che preparare questi due atti fondamentali. E tenga conto che non adottarli significa lo scioglimento del consiglio comunale. Questo vuol dire che alcuni saranno costretti a presentare documenti raffazzonati per evitare lo scioglimento dell'amministrazione. E' stata deleteria la proroga della scadenza per il bilancio di previsione dal 28 febbraio al 30 aprile. Non si possono far combaciare due documenti che richiedono così tanto tempo e tanti pareri. Molti enti sono in difficoltà e sperano in un'altra proroga del bilancio di previsione. Ma l'Anci si è impegnata a non chiedere altre proroghe”. 

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