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Le delibere con i regolamenti e le tariffe dei tributi locali dovranno essere approvate entro il 30 aprile prossimo. I Comuni sono obbligati a rispettare la scadenza fissata dal governo. In caso contrario, le stesse delibere non saranno valide.

Il blocco degli aumenti dei tributi locali non elimina l'esigenza dell'approvazione delle delibere comunali. Anzitutto, perché la Tari è esclusa dal blocco degli aumenti e perciò occorrerà l'adozione di un piano finanziario, legato all'andamento dei costi del servizio, propedeutico alla delibera. I nuovi regolamenti comunali incideranno anche sulla Tasi. Con le delibere i Comuni dovranno definire con esattezza il quadro delle novità introdotte dalla legge di Stabilità 2016.

La prima questione da affrontare riguarda la maggiorazione dello 0,8 per mille. Ai Comuni toccherà indicare nella delibera l'eventuale volontà di confermare la maggiorazione. Ma questa indicazione coinvolgerà sole le seconde case. Perché per i Comuni che avevano applicato lo 0,8 per mille in più sull'abitazione principale, la maggiorazione- per effetto delle nuove normative- non potrà più essere applicata. “La maggiorazione- si legge nel testo della legge- deve essere limitata agli immobili non esentati”.

La seconda norma da definire, attraverso una delibera, è quella relativa ai fabbricati “merce”. Il regime del 2016 prevede l'applicazione di un'aliquota Tasi ridotta pari all'1 per mille, con possibilità di arrivare fino al 2,5 per mille o azzerarla completamente. “Si tratta però di una norma a regime- si legge sul “Sole24Ore”- mentre per il 2016 occorre considerare la sospensione degli aumenti. Se il Comune ha stabilito nel 2015 un'aliquota Tasi per gli immobili-merce superiore al 2,5 per mille, nel 2016 dovrebbe adottare una delibera ricognitiva che individua la nuova aliquota- sempre entro il 2,5 per mille- anche per evitare dubbi interpretativi. Qualcuno potrebbe infatti sostenere che la norma della legge di Stabilità 2016 neutralizza l'efficacia della vecchia delibera e rende automaticamente applicabile l'aliquota dell'1 per mille prevista dalla nuova legge”.

Le delibere dovranno servire, infine, anche per fugare tutti i residui dubbi sulla Tasi sull'abitazione principale. Nonostante sia ormai noto a tutti l'esonero dal pagamento, qualche contribuente potrebbe pagare ugualmente, basandosi sulle aliquote del 2015. E allora- secondo l'interpretazione del quotidiano- sarà necessario che i Comuni fissino nelle delibere l'aliquota zero per l'abitazione principale.

Per l'Imu, invece, non dovrebbe esserci l'esigenza di approvare nuove aliquote, potendo applicare quelle del 2015.  

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