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AGENZIA DELLE ENTRATE, RAVVEDIMENTO OPEROSO CON SANZIONI RIDOTTE PER CHI DIMENTICA DI PRESENTARE L'F24 A SALDO ZERO

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20 Marzo 2017

I contribuenti che compensano crediti e imposte e presentano in ritardo il modello F24 a saldo zero possono mettersi...

I contribuenti che non hanno ancora effettuato il versamento del saldo Tasi e Imu 2015 possono farlo agevolmente utilizzando il software CalcoloIuc2015. Il software, realizzato da Advanced Systems in collaborazione con Anutel, facilita l'utilizzo del ravvedimento operoso con le nuove norme in vigore dal 1° gennaio 2016, che prevedono sanzioni dimezzate per gli omessi (o insufficienti) versamenti.

Con pochissimi clic i contribuenti potranno calcolare immediatamente l'importo dovuto per il saldo, compresa la sanzione. Per ravvedersi i contribuenti dovranno lasciare il flag nella casella “da ravvedere” che viene fuori automaticamente alla fine della procedura di calcolo. Un sistema semplicissimo, dunque, che tiene conto delle novità introdotte dalla riforma del sistema sanzionatorio, anticipata di un anno dalla legge di Stabilità 2016.

 

Per l'omesso o insufficiente pagamento del saldo Imu e Tasi, la sanatoria- tramite ravvedimento operoso- dal 1° gennaio al 15 gennaio 2016 ha beneficiato di una riduzione della sanzione dal 3% all'1,5%. Dal 16 gennaio al 16 marzo 2016, invece, la sanzione non è più del 3,34% ma dell'1,67%. Per chi invece aveva utilizzato il ravvedimento sprint, con scadenza fissata al 30 dicembre 2015, sono state applicate ancora le vecchie regole, con una sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo. Solo dal primo gennaio 2016, quindi, i Comuni ed i contribuenti devono applicare le nuove sanzioni anche per le violazioni commesse prima di questa data. Le nuove norme valgono dall'entrata in vigore della riforma del sistema sanzionatorio, fissata appunto al 1° gennaio di quest'anno.

 

 

Dimezzate anche le sanzioni ordinarie per Imu e Tasi, così come per la Tari. Per i ritardatari scatterà l'1% dell'importo non versato per ogni giorno di ritardo- anziché il 2%, come avveniva lo scorso anno- ma solo per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore ai 15 giorni. Successivamente, la sanzione sarà del 15% dell'importo non versato- invece del 30%- nel caso di un versamento con un ritardo non superiore a 90 giorni. Se invece si va oltre, la sanzione sarà pari al 30% dell'importo. Ma a tutte le sanzioni ordinarie sarà sempre possibile applicare gli sconti previsti dal ravvedimento operoso, cui si aggiunge anche il pagamento degli interessi legali. Con la riforma gli interessi sono stati fissati allo 0,2% annuo, a differenza dello 0,5% che veniva utilizzato in precedenza. Gli interessi vengono calcolati sull'imposta e rapportati agli effettivi giorni di ritardo. 

 

Da Aprile 2016 sarà invece disponibile CalcoloIUC 2016.

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