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IMU E TASI 2017, IL RAVVEDIMENTO E’ UN’OPERAZIONE SEMPLICISSIMA CON CALCOLOIUC

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17 Giugno 2017

Non avete effettuato il versamento dell’acconto Imu e Tasi entro la scadenza del 16 giugno? Potrete rimediare anche subito...

IMU E TASI 2017, ECCO IL RIEPILOGO DI TUTTE LE NORME PER L’ACCONTO DEL 16 GIUGNO

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15 Giugno 2017

E’ prevista per domani, venerdì 16 giugno 2017, la scadenza dell’acconto Imu e Tasi. Il calcolo sarà piuttosto semplice....

L’ASSESSORE DEL COMUNE DI SAMARATE LAURA MOI: “LINKMATE E’ UN VESTITO CUCITO ADDOSSO AL CITTADINO”

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08 Giugno 2017

Il Comune di Samarate, nel Varesotto, ha scelto LINKmate. Lo sportello telematico di Advanced Systems è stato presentato alla...

IMU E TASI 2017, A RAPALLO 1000 ISCRIZIONI A LINKMATE IN VISTA DELL’ACCONTO

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06 Giugno 2017

A Rapallo la scadenza dell’acconto di Imu e Tasi 2017 è molto vicina a quella della tassa sui rifiuti....

La scadenza per l'approvazione delle delibere Imu e Tasi da parte dei Comuni è stata rinviata di un giorno. Non più il 30 luglio, ma il 31. Perciò i contribuenti potranno applicare le aliquote 2015 a patto che le delibere siano state approvate entro il 31 luglio. Oltre questa data, bisogna fare riferimento alle aliquote 2014. Furiosa la reazione di Confedilizia.

La Commissione Bilancio della Camera dei deputati- spiega il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa- ha approvato un emendamento che stabilisce che il termine per l’approvazione da parte dei Comuni dei bilanci e, quindi, delle delibere su tributi come Imu e Tasi – da tempo stabilito al 30 luglio 2015 (peraltro in seguito a varie proroghe del termine originario fissato al 31 dicembre 2014) – «deve intendersi riferito al 31 luglio 2015». Si tratta – duole rilevarlo – di un nuovo schiaffo ai contribuenti, i quali proprio entro oggi sono chiamati a versare la seconda rata di tali imposte. E devono farlo – in applicazione della normativa vigente (l’emendamento approvato alla Camera ancora non lo è) – sulla base di delibere comunali che siano state adottate entro il 30 luglio scorso (salvo che per i Comuni siciliani, per i quali il termine è scaduto il 30 settembre). La confusione creata da questo emendamento – che mira a salvare molte delibere approvate proprio il 31 luglio, spesse volte di aumento delle aliquote – è enorme e conferma, purtroppo, una triste tradizione che si perpetua da almeno quattro anni: quella di non mettere i contribuenti neppure nelle condizioni di conoscere gli importi da versare a titolo di imposte comunali, cambiando le carte in tavola sino all’ultimo giorno. Si tratta di un modo di legiferare che un Paese civile non può tollerare”.

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