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L’ASSESSORE AI TRIBUTI DI RAGUSA STEFANO MARTORANA: “CON LINKMATE NIENTE FILE NEI NOSTRI UFFICI”

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02 Dicembre 2016

“Tanti contribuenti ragusani hanno potuto evitare le file con l’utilizzo di LINKmate ed è un risultato molto positivo perché...

Saldo Imu-Tasi 2016: CalcoloIUC disponibile anche su Il Sole 24 Ore

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01 Dicembre 2016

La scadenza del 16 dicembre si avvicina ed anche per il saldo Imu-Tasi 2016, Il Sole 24 Ore in...

RAGUSA, GIA’ 9000 ADESIONI A LINKMATE IN SOLI 8 MESI

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01 Dicembre 2016

Quasi 9000 contribuenti di Ragusa hanno utilizzato LINKmate, da marzo ad oggi. Lo rende noto il Comune di Ragusa....

RAGUSA, BOOM DI REGISTRAZIONI A LINKMATE

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10 Novembre 2016

A Ragusa si susseguono ininterrottamente le registrazioni a LINKmate. “In questo periodo- spiega il dirigente dell’area Tributi del Comune...

Il saldo Tasi del 16 dicembre deve essere calcolato applicando le aliquote fissate dai Comuni nella delibera 2015, a patto che la stessa delibera sia stata approvata entro il 31 luglio scorso

(o il 30 settembre nel caso dei Comuni siciliani). In questo caso, l'imposta complessiva del saldo va calcolata in base alle nuove aliquote, sottraendo l'importo versato nell'acconto di giugno, quando, invece, venivano utilizzate le aliquote del 2014. Nell'eventualità di un'approvazione della delibera 2015 oltre i termini indicati, devono essere applicate per il saldo le aliquote del 2014.

 

La Tasi è l'imposta destinata alla copertura dei servizi indivisibili offerti dai Comuni (manutenzione giardini, illuminazione pubblica eccetera), introdotta per integrare il gettito Imu: il ricavato di tale imposta è interamente destinato ai Comuni. Per la Tasi sono previste alcune limitazioni:

  • l'aliquota massima è pari al 2,5 per mille;

  • con l'ulteriore vincolo che la somma dell'aliquota Tasi e Imu non può superare il massimo previsto per l'Imu (6 per mille per le abitazioni principali e 10,6 per mille per gli altri immobili);

  • per il 2015- così come già nel 2014- è consentito al Comune di innalzare tali limiti dello 0,8 per mille (quindi portandoli al 3,3 per mille oppure all'11,4 per mille rispettivamente per abitazione principale e altri fabbricati);

  • per i fabbricati rurali è prevista un'aliquota Tasi che non può superare l'1 per mille (non è applicabile l'incremento dello 0,8 per mille).

Il presupposto impositivo della Tasi è il possesso o la detenzione a qualunque titolo di:

  • fabbricati, compresa l'abitazione principale;

  • aree scoperte;

  • aree edificabili.

Sono escluse dalla Tasi le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali imponibili, non operative, e le aree comuni condominiali. Il Dl 16/2014 ha esentato dal pagamento della Tasi i terreni agricoli, che scontano solo l'Imu. La Tasi è dovuta da chiunque possieda o detenga le unità immobiliari citate.

 

Per possessore si intende:

  • il proprietario di immobili (solo se in piena proprietà, ossia per la quota non gravata da usufrutto);

  • l'usufruttuario (in questo caso il titolare della nuda proprietà non deve versare nulla);

  • il titolare del diritto d'uso;

  • il titolare del diritto d'abitazione: nel caso di decesso di uno dei due coniugi, con riferimento alla casa coniugale, pagherà la Tasi il coniuge superstite. Con riferimento agli altri immobili di proprietà del defunto pagherà l'imposta ciascuno degli eredi in ragione delle proprie quote di spettanza;

  • il titolare del diritto di enfiteusi;

  • il titolare del diritto di superficie;

  • il concessionario di aree demaniali;

  • nel caso di immobile utilizzato in forza di contratto di leasing il soggetto passivo è l'utilizzatore sin dalla data di stipula del contratto;

  • il coniuge assegnatario della casa coniugale in seguito a provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (il coniuge non assegnatario, da quando perde il diritto a utilizzare l'immobile, non deve versare la Tasi).

Per detentore si intende:

  • l'inquilino, quando l'immobile è dato in locazione;

  • il comodatario, quando l'immobile è oggetto di comodato;

  • l'affittuario, quando l'immobile è oggetto di un contratto di affitto di azienda.

La ripartizione dell'imposta tra possessore e detentore è decisa dal Comune tramite il proprio regolamento. L'imposta a carico del detentore deve essere compresa tra il 10% e il 30% dell'imposta complessivamente dovuta sull'immobile (la parte rimanente è a carico del possessore). Se il Comune non prevede nulla al riguardo, la quota a carico del detentore è del 10%. Nel caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all'adempimento dell'unica obbligazione tributaria. Nel caso di comodato o di locazione dell'immobile, ciascuno di questi risulta titolare di un'autonoma obbligazione tributaria (quindi se l'inquilino non paga, l'imposta non può essere chiesta al proprietario).

Nell'eventualità di una locazione finanziaria, la Tasi è dovuta dal locatario a decorerre dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto. Per durata del contratto di locazione finanziaria deve intendersi il periodo intercorrente dalla data della stipula alla data di riconsegna del bene al locatore.

La base imponibile è quella prevista per l'applicazione dell'Imu, a cui viene applicata l'aliquota di base della Tasi, pari all'1 per mille. Il Comune può ridurre l'aliquota fino all'azzeramento, oppure incrementarla entro i limiti già citati. Moltissimi Comuni hanno fissato l'incremento dell'aliquota base.

 

La prima casa

Le unità immobiliari adibite ad abitazione principale e le pertinenze delle stesse sono soggette al versamento della Tasi, con l'applicazione dell'aliquota e delle agevolazioni/detrazioni deliberate dal Comune soggetto attivo. Fanno eccezione le unità immobiliari adibite ad abitazione principale e classificate nelle categorie catastali di lusso A/1, A/8 e A/9. Queste ultime sono assoggettate sia all'Imu che alla Tasi.

Esistono anche alcune fattispecie di fabbricati, equiparati alle abitazioni principali per espressa previsione di legge, che sono assoggettate alla Tasi- ed esenti dall'Imu- seppure con l'applicazione dell'aliquota e delle eventuali detrazioni previste dal Comune.

Eccoli:

  • unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;

  • alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministero delle Infrastrutture del 22 aprile 2008;

  • casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;

  • unico immobile, iscritto o iscrivibile nel Catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze Armate e alle Forze di Polizia a ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di Polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.

Altre esenzioni

Oltre ai casi già elencati, sono esenti dalla Tasi e dall'Imu:

  • gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio terriotrio, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;

  • i fabbricati classificati nelle categorie catastali da E/1 a E/9;

  • i fabbricati con destinazione ad uso culturale (immobili adibiti a sedi di musei, biblioteche, archivi, cineteche, emeroteche statali, di privati, di enti pubblici, di istituzioni e fondazioni);

  • i fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;

  • i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l'11 febbraio 1929;

  • i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l'esenzione dall'imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;

  • gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all'articolo 73, comma 1, lettera c) del Tuir, di cui al Dpr 917/1986 (enti pubblici e privati diversi dalle società) destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all'articolo 16, lettera a) della legge 222/1985 (attività di religione o di culto).

Esenzioni Tasi

Sono esenti ai soli fini Tasi:

  • i rifugi alpini non custoditi, i punti d'appoggio e i bivacchi;

  • i fabbricati, ubicati nelle zone colpite dal sisma del 6 apriler 2009, purché distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero in quanto inagibili totalmente o parzialmente, sono esenti dall'applicazione della TASI fino alla definitiva ricostruzione ed all'agibilità dei fabbricati stessi.

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