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19 Settembre 2017

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GALLARATE, OLTRE 1500 CITTADINI HANNO GIA’ UTILIZZATO PAGOPA PER VERSARE L’IMPORTO DELLA TARI

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07 Settembre 2017

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TRIBUTI, LE DELIBERE TARDIVE SONO VALIDE SOLO DALL'ANNO SUCCESSIVO

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05 Settembre 2017

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AGENZIA DELLE ENTRATE, CEDOLARE CON RAVVEDIMENTO PER LA PROROGA NON COMUNICATA DI UN CONTRATTO DI LOCAZIONE

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03 Settembre 2017

Nel caso di una tardiva od omessa comunicazione della proroga di un contratto di locazione in regime di cedolare...

Per il calcolo della base imponibile di Imu e Tasi le regole sono identiche. L'imponibile dei due tributi coincide. La rendita catastale, indicata nella visura catastale, deve essere rivalutata del 5% e poi il risultato va moltiplicato per uno dei seguenti coefficienti:

160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A (abitazioni), fatta eccezione per gli A/10 (uffici e studi privati). Il coefficiente 160 vale anche per le categorie catastali C/2 (cantine e soffitte), C/6 (box o posti auto pertinenziali) e C/7 (tettoie);

140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B (tra cui ospedali e musei) e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;

80 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5;

65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, eccetto i D/5;

55 per i fabbricati classificati in C/1.

La base imponibile Imu e Tasi è pari al risultato della moltiplicazione della rendita catastale rivalutata per il relativo coefficiente.

ESEMPIO

Prendiamo in considerazione un proprietario al 100% di un'abitazione principale (rendita catastale 2.357,63 euro) con relativa pertinenza (rendita catastale 99,16 euro) nel Comune di Padova, con aliquota Tasi dello 0,27%. Il saldo da versare è pari a 557 euro (2.456,79 euro x 105% x 160 x 0,27% x 50%).

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