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I Comuni che hanno alleggerito il carico fiscale sugli immobili nel 2015 saranno penalizzati molto più di quelli che, invece, lo hanno inasprito. Per il dottore commercialista Giuseppe Pedersoli, assessore al Bilancio del Comune di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, è questa una delle principali novità determinata dalla Legge di Stabilità, relativamente alla tassazione immobiliare.

Assessore Pedersoli, vuol dire che l'abolizione della Tasi si ripercuoterà anzitutto sugli enti virtuosi?

“Esatto. Il Governo ha annunciato che restituirà ai Comuni il gettito che verrà a mancare per la cancellazione della Tasi sull'abitazione principale. Ci sono già stati alcuni enti che, contenendo le spese, sono riusciti a fissare l'aliquota zero per la Tasi nel 2014 ed anche nel 2015. I primi esempi che mi vengono in mente, per la Campania, sono i Comuni di Pollica e di Positano. Questi municipi che avevano già rinunciato all'imposta sull'abitazione principale avranno perciò molte meno risorse dal Governo, rispetto a quelli che invece avevano fissato aliquote alte. In sintesi: chi ha attuato la spending review sarà penalizzato”.

A Frattamaggiore avete mai ipotizzato di cancellare la Tasi?

“In occasione del mio insediamento, a metà luglio, ne avevamo parlato con il sindaco, riservandoci di prendere una decisione subito dopo l'estate. Poi Renzi ha annunciato il funerale dell'imposta e allora ci siamo detti che era preferibile concentrarsi su altre questioni più urgenti. Vuole un esempio?”

Prego.

“A Frattamaggiore ci sono i box auto- in tutto 2033- che pagano la Tari. Almeno 118 euro ciascuno. Mi chiedo: quali rifiuti producono i box? E perciò stiamo pensando di cancellare questa tassa”.

Lei è un noto esperto di tributi. Come giudica il panorama attuale?

“Quello che predomina è il caos. Mancano poco più di due settimane al saldo di fine anno e non si ancora tutto quello che accadrà. Ad esempio, che cosa succederà ai Comuni che hanno deliberato dopo il 30 luglio con aliquote diverse dallo scorso anno? Pagheranno regolarmente a dicembre con le nuove aliquote oppure dovranno versare un conguaglio a gennaio per la differenza tra le nuove e vecchie? Non lo sappiamo ancora. E' tutto molto confuso. I Comuni sono terrorizzati. Gli stessi commercialisti, in tanti casi, non sanno che cosa rispondere ai contribuenti. E poi un'ultima considerazione. E' possibile che ci siano sempre così pochi giorni tra una decisione definitiva, da parte del Governo, sulle norme ed il pagamento di un tributo? Vogliamo dare il tempo ai commercialisti ed alle stesse software house di organizzarsi?”

 

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