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Gli effetti dell'abolizione della Tasi, a partire dal 2016, saranno giocoforza molto più evidenti nei Comuni con un'elevata percentuale di immobili ad uso residenziale. Tra gli esempi più significativi, figura il Comune di Grottaferrata, in provincia di Roma. A lanciare l'allarme sulle conseguenze della nuova tassazione immobiliare, soprattutto per i municipi nei quali prevalgono nettamente le abitazioni, è Ivana Rasi, dirigente Ragioneria e Tributi di Grottaferrata. “La Tasi era preziosa- spiega la dirigente- perché il nostro è un tessuto residenziale. Gli appartamenti e le ville equivalgono a circa l'80% dello stock immobiliare complessivo”.

 

Al di là del caso specifico, quali sono i difetti principali delle nuove norme?

“Si tratta di un provvedimento che toglie ai Comuni l'autonomia impositiva. Di fatto viene eliminata la libertà per gli enti di scegliere come far quadrare i propri bilanci. A questo punto, possiamo solo augurarci che ci siano trasferimenti di risorse, da parte del Governo, tali da compensare totalmente il mancato gettito del prossimo anno. Dalla Tasi sulla prima casa, nel 2014, abbiamo ricavato 3milioni 85mila euro. Più altri 27mila euro di Imu, sempre per la prima abitazione. In ogni caso, per i contribuenti sarà ancora il caos”.

Anche con la cancellazione della Tasi la confusione resterà inalterata?

“Il cambiamento delle norme di anno in anno ha fatto sì che i contribuenti si trovassero in preda all'incertezza più totale. Le regole sono spesso poco chiare. Negli ultimi anni abbiamo dovuto istituire uno sportello di assistenza a beneficio dei cittadini. Con l'Ici c'erano poche norme ma certe. Solo 20 articoli, ma molto più comprensibili di Imu e Tasi. Dal 2012, la situazione è peggiorata. Quanto più una norma è semplice, tanto più il contribuente riesce ad applicarla. Posso farle un esempio della confusione in cui si trovano alcuni cittadini?”.

Prego.

“Ci sono capitati dei contribuenti che sono venuti a dirci di aver pagato la Tasi, l'Imu e la Tari. Eppure, volevano sapere quando gli arrivava la Iuc! Perciò le troppe sigle hanno determinato il caos”.

Sull'F24 che idea si è fatta?

“Ritengo che si tratti di una buona modalità di pagamento. Per i Comuni è funzionale, perché si verifica la rendicontazione in tempo reale, a costo zero per l'ente. Anche i contribuenti riescono ad effettuare facilmente i pagamenti. L'F24 è a regime dal 2012. E' uno dei pochi cambiamenti positivi. La rendicontazione viene facilmente importata dai programmi software”.

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