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I cambiamenti annunciati dal Governo per il 2016 sulla tassazione immobiliare non convincono gli addetti ai lavori. Luigi Giordano, dirigente della Direzione Coordinamento Entrate del Comune di Pozzuoli, manifesta senza mezzi termini il suo scetticismo. “Prima di esprimere un giudizio definitivo- spiega Giordano- è necessario attendere la conclusione dell'iter parlamentare. Tuttavia, mi pare già certo che si stia profilando un ritorno al passato”.

A che cosa si riferisce?

“Eliminando l'imposizione sulla prima casa, lo Stato interviene nuovamente sui tributi comunali. In pratica, vengono ricostruiti i trasferimenti erariali da parte dello Stato, a partire da un concetto sbagliato. Ovvero quello di dare più risorse ai Comuni meno virtuosi, cioè gli enti che, invece di ridurre gli sprechi, hanno aumentato le aliquote e le tariffe. Nello stesso tempo, sempre sulla base di questa idea sbagliata, vengono penalizzati proprio i Comuni che sono riusciti a diminuire gli sprechi. In sintesi: i Comuni- soprattutto quelli grandi e medi- che sono intervenuti sulla leva fiscale, aumentando le aliquote al massimo, vengono premiati con maggiori trasferimenti di risorse. Quelli che hanno avuto un gettito ridotto, mantenendo basse le aliquote, avranno meno trasferimenti. Al di là della questione dell'intervento dello Stato sui tributi comunali, c'è un altro argomento che mi sembra opportuno sottolineare”.

Quale?

“L'accorpamento in un unico tributo non ci sarà. Il governo ha abbandonato l'idea della local tax e perciò non ci sarà la semplificazione tanto auspicata. Verranno lasciati tanti tributi con scadenze diverse che generano confusione. Ci sono 8mila Comuni e ognuno fa quello che vuole. Il governo avrebbe dovuto dare regole uguali per tutti. Per fare un esempio del caos che si è generato, basti pensare che i contribuenti adesso vanno dal commercialista che fa pagare loro il suo lavoro per i tributi locali. Mentre una volta glielo regalava”.

Al di là della confusione normativa, i cambiamenti in atto che impatto avranno sui contribuenti?

“Non si pagherà più per la prima casa. Questo è naturalmente un vantaggio. Tanti hanno solo la prima casa e perciò il numero dei contribuenti diminuirà sensibilmente. Però quelle risorse che mancheranno da qualche parte dovranno uscire. Il governo ha stanziato un fondo nella Legge di Stabilità di 3,7 miliardi di euro. Il gettito della Tasi era stato di circa 4 miliardi di euro. Perciò per i Comuni si profila un taglio. Un altro ci sarà per gli imbullonati”.

In quest'ultimo caso, come giudica le novità annunciate?

“ Anche sugli imbullonati il Governo ha fatto un passo indietro, rispetto allo scorso anno, stabilendo che, per il valore degli immobili, non debbono essere considerati gli impianti non stabilmente infissi al suolo. Per i contribuenti è una buona notizia perché il valore dei fabbricati industriali andrà ad abbattersi. Invece, per gli enti impositori, ci sarà una perdita di gettito. Il governo ha appostato uno stanziamento di 155 milioni di euro che non sarà sufficiente a coprirla. Perciò si tradurrà in un altro taglio. Ancora una volta il legislatore interviene nei tributi comunali ma non compensa la perdita di gettito. In ultima analisi, è una buona notizia per i contribuenti e una cattiva notizia per i Comuni”.

E per i dirigenti che cosa cambierà?

“Sostanzialmente nulla. Ci sarebbero state novità se fosse stata introdotta la Local Tax. In pratica il governo ha detto: facciamo il meno possibile oppure torniamo al passato. Un altro esempio significativo è quello della mancata riforma del Catasto. I valori catastali non sono veritieri e, anche da questo punto di vista, i Comuni sono penalizzati”.

Valerio Iuliano

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