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La Legge di Stabilità 2015 ha modificato la disciplina del ravvedimento operoso sancita dall'articolo 13 del Dlgs n. 472/1997. Le innovazioni introdotte hanno comportato alcuni dubbi soprattutto per la corretta applicazione della riduzione a 1/9 delle sanzioni entro 90 giorni dall'omissione o dall'errore. L'Agenzia delle Entrate ha ritenuto così necessario emanare la Circolare n. 23/E del 9 giugno 2015.

Per i tributi locali di particolare interesse è soprattutto l'inserimento della lettera a-bis) del comma 1 dell'articolo 13 del Dlgs 472/1997 con cui il legislatore «ha voluto contemplare un'ipotesi di regolarizzazione "intermedia" tra il c.d. ravvedimento breve nei 30 giorni, disciplinata dalla lettera a), e quello più ampio, disciplinato dalla successiva lettera b)». 

All'interno della circolare in particolare è possibile leggere che «per effetto della nuova fattispecie di cui alla lettera a-bis) è stata introdotta:

  1. per gli omessi versamenti, un’ipotesi di riduzione sanzionatoria ulteriore rispetto a quella contenuta nella lettera a) dell’articolo 13 (che consente di regolarizzare entro trenta giorni dalla commissione della violazione) se la regolarizzazione del versamento avviene entro 90 giorni dalla scadenza del pagamento;
  2. per le violazioni diverse da quelle indicate al punto 1 e al successivo punto 3, una nuova ipotesi di riduzione sanzionatoria analoga, nella tempistica, a quella prevista per gli omessi versamenti (regolarizzazione da effettuare entro 90 giorni dalla commissione della violazione). Tale riduzione è di entità maggiore di quella prevista dalla successiva lettera b);
  3. per le violazioni commesse mediante la dichiarazione una specifica ipotesi di ravvedimento, applicabile entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione.

La locuzione “la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione” alla quale fa riferimento il punto 3 riconduce tale sfera di applicazione le sole violazioni commesse mediante la presentazione della dichiarazione»

In conclusione la circolare mette in evidenza che i vari dubbi sorti sulla corretta applicazione del nuovo ravvedimento "intermedio" si possono risolvere ponendo semplicemente attenzione nel distinguere se la violazione relativa al versamento, è stata commessa in presenza di una corretta dichiarazione (sanzionabile in maniera ordinaria nella misura del 30% come previsto dall'articolo 13 Dlgs 471/1997) o di una infedele dichiarazione, (sanzionabile in via ordinaria nella misura dal 50% al 100% collegata direttamente agli obblighi dichiarativi).

Per approfondimenti leggi la Circolare n. 23/E del 9 giugno 2015

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