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Una delle maggiori novità introdotte dalla TASI è stata la previsione che anche gli inquilini devono pagare una quota della tassa sui servizi indivisibili che dunque, salvo diversa previsione di ogni singolo Comune, non ricade interamente sui proprietari di un immobile. Il calcolo della percentuale spettante a coloro che sono in affitto è stata una delle maggiori difficoltà con cui contribuenti, professionisti ed Enti si sono ritrovati a fronteggiare nell'anno 2014, ed anche per le scadenze 2015 potrebbero ripetersi. Ecco così alcune utili informazioni.

CHI E' IL DETENTORE?

Secondo la definizione fornita da Il Sole 24 Ore«Chiunque utilizza di fatto un immobile, senza esserne proprietario, è qualificato come detentore, anche in difetto di un regolare contratto scritto. In presenza di nudo proprietario e usufruttario, invece, non si configura alcun detentore. L'intero importo dell'imposta farà carico all'usufruttuario».

QUOTA DA PAGARE

Secondo il comma 681 della Legge di Sabilità 2014 (147/2013)«Nel caso in cui l'unità immobiliare è occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull'unità immobiliare, quest'ultimo e l'occupante sono titolari di un'autonoma obbligazione tributaria. L'occupante versa la Tasi nella misura stabilita dal Comune nel regolamento, compresa fra il 10 e il 30 per cento dell'ammontare complessivo della Tasi, calcolato applicando l'aliquota di cui ai commi 676 e 677. La restante parte è corrisposta dal titolare del diritto reale sull'unità immobiliare»Nel caso in cui il regolamento comunale nulla indichi, l'inquilino dovrà pagare una quota pari al 10%.

COME SI EFFETTUA IL CALCOLO DEL DOVUTO DELL'INQUILINO?

L'affittuario deve innanzitutto conoscere la rendita catastale dell'immobile. Dal primo luglio 2010 è sorto l'obbligo di indicarla in tutti i contratti di locazione stipulati. Nel caso in cui essi risalgano ad una data antecedente il detentore dovrà contattare il proprietario dell'immobile per conoscere la rendita catastale. Una volta entrati in possesso di questo dato si può calcolare la base imponibile applicando le relative aliquote individuate sulla base della posizione del locatore, dato che il calcolo deve avvenire sempre mettendosi "dal lato del proprietario", anche se si è inquilini. Quindi sia il proprietario che l'affittuario dovranno pagare il dovuto Tasi come "Altri Immobili". Per agevolare i calcoli è comunque possibile utilizzare il servizio CalcoloIUC di Riscotel.

RESPONSABILITA' IN SOLIDO

Inquilino e proprietario non sono responsabili in solido, di conseguenza il tributo che non sia versato dall'inquilino non può in nessun caso essere richiesto al proprietario, e viceversa. Tra gli inquilini invece c'è solidarietà. Cio' comporta che nel caso in cui ci siano più inquilini ed uno è inadempiente, il Comune puo' rivolgersi per quella quota ad uno qualsiasi di essi o addirittura a tutti.

DETENZIONI INFERIORI O UGUALI A 6 MESI

Secondo il comma 673 della Legge di Sabilità 2014 (147/2013): «In caso di detenzione temporanea di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, la Tasi è dovuta soltanto dal possessore dei locali e dalle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie». Di conseguenza, se la detenzione dell'immobile avviene per un periodo, ad esempio, di soli 5 mesi, la Tasi dovrà essere versata solamente dal proprietario, mentre l'inquilino non dovrà nulla.

Si ricorda che la norma relativa al pagamento della Tasi da parte dell'inquilino è stata modificata dalla Legge di Stabilità 2016.

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