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L’ASSESSORE AI TRIBUTI DI RAGUSA STEFANO MARTORANA: “CON LINKMATE NIENTE FILE NEI NOSTRI UFFICI”

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L’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (Ifel) a seguito della Risoluzione n. 3/DF del 25 Marzo 2015 ha pubblicato sul proprio sito una nota di approfodimento sulla Dichiarazione Tasi.

L'adozione di un modello unico nazionale non è previsto dalla disciplina sulla tassa sui servizi indivisibili, per cui ogni Comune deve prevedere autonomamente alla formulazione di un proprio modello di Dichiarazione Tasi, è questo che ha affermato l'Ifel nella sua nota fornendo indicazioni esattamente opposte rispetto a quanto sostenuto dal Mef solo pochi giorni fa.

L'Ifel argomenta la sua posizione facendo riferimento al comma 687 della legge di stabilità 2014 richiamato dal Mef nella sua risoluzione, la cui portata non può essere così ampia da prevedere che il modello di Dichiarazione Tasi debba essere approvato con decreto ministeriale. Inoltre, «La stessa norma primaria», si legge nella nota Ifel, «porta ad una specificazione dei contenuti e degli obblighi dichiarativi con riferimento a ciascuna delle tre componenti della “IUC”, e non fornisce elementi per affermare che il modello di Dichiarazione Tasi debba soggiacere ad un preventivo Decreto del Mef».

L'Ifel confuta ulteriormente quanto affermato dal Ministero delle Finanze mettendo in evidenza che se il modello unico valesse per tutti i tributi che compongono la IUC (Imu, Tari, Tasi), si arriverebbe, per assurdo, a sostenere anche la necessità di avere un modello unico per la Dichiarazione Tari, dato che anche per quest'ultimo tributo non è espressamente prevista la dichiarazione comunale.

QUALI SONO LE CONCLUSIONI A CUI GIUNGE L'IFEL SULLA DICHIARAZIONE TASI?

  • «il Comune può e deve disporre per via regolamentare in materia di dichiarazione TASI, in modo analogo a quanto previsto per la TARI»;
  • «la determinazione di obblighi dichiarativi costituisce un momento del corretto rapporto tra contribuente e ente impositore e semplifica i processi di controllo, prevenendo i possibili contenziosi, con particolare riguardo all’applicazione delle agevolazioni disposte dal Comune»;
  • «la regolamentazione della dichiarazione TASI deve sempre rispondere a criteri di massima semplificazione degli adempimenti e deve limitarsi ai casi in cui gli elementi impositivi (soggettività passiva e oggetto del prelievo) non coincidono con quelli dell’IMU»;
  • «è opportuno che il Comune adotti tutti gli strumenti di integrazione delle informazioni anche con riferimento ad altri tributi (in particolare il prelievo sui rifiuti), così da contenere, nei limiti del possibile, gli obblighi dichiarativi nei confronti di particolari categorie di contribuenti non rientranti nella platea IMU».

L'Ifel conclude infine la sua nota affermando che nel caso in cui sia effettivamente necessario un modello unico nazionale per la Dichiarazione Tasi si dovrà apportare un'apposita modifica normativa che lo preveda, vista la totale assenza di una simile previsione nell'attuale disciplina.  

Nota Ifel di approfondimento sulla Dichiarazione Tasi (Clicca qui per leggere il testo integrale)

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